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Cos'ha di particolare questa serratura?

Ormai nulla.
Nel senso che oggi la maggior parte delle flange ad incasso per serratura ha questo tipo di estremità: a semicerchio.
Nel caso fotografato è ancor più evidente grazie al fatto che la forma della placca serratura (a sinistra) viene ripreso dal complesso maniglia (la scelta dei colori nei trattamenti superficiali le armonizza ulteriormente).
Ma si tratta solo di una moda? Come i fanali delle auto, che attraversano fasi tonde e fasi rettangolari?
In realtà citare in questo modo i fanali è scorretto: il caso dei fanali è esemplare proprio perché la loro forma viene influenzata anche dall'evolversi delle tecnologie di produzione e di esercizio, in un modo piuttosto complesso.
Nel caso di questa serratura il collegamento tra estetica e industrializzazione è molto semplice ed evidente (anche se in molti non si sono mai posti questo problema :-)
In una moderna fabbrica di infissi (e, più in generale, di mobili) le sedi per le cerniere, le maniglie, le serrature vengono eseguite da macchine automatiche o semiautomatiche. I tempi e i costi devono essere minimizzati, e non sempre la forma che è più efficiente per una specifica tecnologia lo è per tutte le altre.
Per un artigiano che lavorava in modo manuale, una sede rettangolare era la più semplice da realizzare in modo pulito (veniva rifinita di scalpello).
Oggi la soluzione più semplice è la singola passata di una fresa a candela: l'entrata e l'uscita della fresa sono ovviamente delle impronte circolari, e la tasca ha la forma di un'asola.
Per chi non mastica disegno meccanico: viene volgarmente detta asola un'apertura ovale coi fianchi dritti, che tipicamente viene ottenuta dall'avanzare in linea retta di una fresa cilindrica.
Per ottenere un filo perfetto tra la flangia di lamiera e la sua sede, costa meno adattare la prima alla seconda, piuttosto che il contrario.
Così le serrature hanno cambiato forma: per entrare in un'asola.
Il bello è che i vantaggi si ripercuotono anche sulla produzione della serratura.
Un tempo poteva essere più semplice tranciare in modo retto una bandella per ottenere dei rettangoli di lamiera, mentre oggi questi pezzi sono ottenuti con stampi trancia; la produzione e la manutenzione di questi stampi sono meno costose se matrice e punzone hanno forma di asola, piuttosto che essere dei rettangoli a spigolo vivo.
James Edward Gordon
Prima o poi scriverò dettagliatamente il perché l'opera di Gordon sia stata così importante per me (e perché debba essere letta da quante più persone possibile).
Per ora vi lascio la voce di Wikipedia, e i link per acquistare i suoi libri ancora disponibili:
The New Science of Strong Materials, 1968 (su Amazon)
Structures: Or Why Things Don't Fall Down, 1978 (su Amazon)
The Science of Structures and Materials, 1988 (su Amazon)
Strutture sotto sforzo - Zanichelli, 1991 (su IBS)
I primi due sono opere originali (tradotte anche in italiano ma ormai introvabili); il terzo è una loro sintesi (arricchita di immagini di qualità); il quarto è l'edizione italiana del terzo.
Non so ancora se è un'idea
tecnicamente valida,
ma è visionaria.
E bellissima.
AEROTECTURE INTERNATIONAL INC.
wind turbines for the urban environment
Il più bel powerpoint della mia vita (so far).
The Immortal Slide:

Questa presentazione ha qualcosa di speciale.
Non è eccelsa graficamente. Tuttavia mi ci sono ritrovato in pieno.
Non solo per la mia esperienza professionale.
Anche per quella personale.
Io vengo da una famiglia di creativi. E sono il traditore.
Ma anche se ho scelto il lato "freddo" della barricata,
ho spesso scelto di lavorare nella zona che sta in mezzo.
Le presentazioni di Ed Eaton, e in particolare questa
riescono a spiegare con limpidezza e senza spocchia come lavora chi si trova a suo agio in una posizione ibrida tra lo stile e l'industrializzazione.
O anche chi, pur rimanendo fedele a un ruolo più codificato, riesce a collaborare con la controparte del processo progettuale.
E illustra pure molto bene come si sentono, nei rispettivi ruoli, sia i tecnici che i designer quando invece questa controparte non è incline al dialogo.
Tre frasi immortali?
Engineers are from Mars, Industrial Designers are just spacey
Variante del più famoso adagio Women are from Venus, men are from Mars.
Dove, gustosamente, Spacey ha il doppio senso di "colui che viene dallo spazio" e di "eccentrico, fuori di...".
Part always comes last
Anche il più esteta degli stilisti dovrebbe mettersi alla matita (o al CAID) solo dopo un accurato studio di requisiti, budget, concorrenza, studio dei materiali (sì, sto sognando: non lo fanno neanche "quelli di Marte").
We B.S. We learned to B.S. in school
"Sì, lo ammetto: anch'io come tutti faccio un po' di superc..."
Accennavo in questo post al fatto che dall'originale inglese industrial design si perdono per traduzione la progettazione e per sottrazione l'industriale.
Alla DiMonte Group hanno ben presente che "il design deve essere industriale", e lo fanno capire più volte nella documentazione disponibile sul loro sito.

In questa company sono anche coscienti che la collocazione tra stile e produzione è libera e può essere interpretata da ognuno in base a sensibilità, clientela, strategia, posizionamento sul mercato... e loro hanno le idee chiare su dove sono e vogliono stare.
Ma anche se c'è chi è molto avanti nell'approfondire ed estendere i concetti e le prospettive dell'innovazione e del design, io nel mio piccolo mi chiedo - da progettista / consulente - se non si possa già essere contenti di realizzare quel che segue.
In questa Italia, ancora si progetta e si produce tanto. E si parla molto di design, spesso senza sapere bene che cosa sia.
Così come ancora molte aziende riescono dignitosamente a sviluppare prodotti, occupandosi degli aspetti estetici e tecnologici, nonostante non abbiano ben chiaro quali siano i propri processi.
Sarebbe bello condividere conoscenze sulla cultura di progetto, anche limitatamente alla produzione di beni di consumo. Ormai non ci si può fermare solo qui, ma non è il caso di dare per scontati i fondamentali.
L'azienda americana che cito condivide le sue conoscenze con una disarmante (e apparente) ingenuità.
Sono impressionato; ho visto tromboni centellinare con spocchia una frazione di quello che si trova sul loro sito.
E' da novembre, e precisamente da questo post di De Biase del 22/11 (nuovo link), che voglio iniziare a buttar giù qualche contributo sull'argomento design.
Io non ho formazione accademica specifica, ma una certa esperienza sia di progettazione in senso lato che di industrial design.
E vorrei partire proprio da una precisazione linguistica (che De Biase dà, giustamente, per sottintesa).
Design in inglese significa progettazione, e non si riferisce specificamente né alla concezione dello stile, né alla fase disegnativa, che sono sì comprese nel concetto anglosassone di design, ma non lo esauriscono.
Quando in italiano usiamo il termine design, spesso ci riferiamo piuttosto all'abbreviazione di Industrial Design. Nell'espressione in prestito all'italiano si coglie quindi solo l'area semantica dello stile.
E si perdono per traduzione la progettazione e per sottrazione l'industriale.
Da qui nascono poi parecchi malintesi.