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Devo confessare che questa pubblicità mi piace da impazzire.
Mancanza d'ignoranza allo stato puro.
(e c'è pure scritto Professional stunt - Do not attempt)
Oggi, immettendomi in autostrada, mi è venuto in mente che la clotoide (curva usata per tracciare raccordi stradali prende il nome da una delle tre Moire.
È la meno pericolosa delle tre, ma non contiamoci troppo ;-)
PS: da Atropo derivano Atropa [belladonna] e di seguito atropina.
Un'auto che gira a Reggio Emilia
(foto di qualche tempo fa, davanti a un bar vicino all'ufficio).
Un'altra piccola prova della stupidità umana.
Non è una questione ambientale.
Evidentemente a molti la benzina la regalano.
L'altra sera, in coda ad un passaggio a livello.
Le luci accese sono degli STOP.
In dieci; col motore acceso; il piede sul freno.
Fermi così per 10 minuti di orologio, e se glielo dici si incazzano pure.
E non è per far andare il riscaldamento o il condizionatore:
Lo osservo da anni e in tutte le stagioni.
So che non saranno questi pochi cc di carburante.
Ma se non si comincia dal poco, come si può arrivare al molto?
Come migliorare il confort di guida e ridurre i consumi di carburante?
Scaricate e leggete questo PDF dal sito Eco-Drive:
http://www.eco-drive.ch/download/gasfuss_i.pdf
Tra le altre cose, trovo conferma ad una netta impressione che ho da tempo verificando i miei consumi su vari tipi di percorso: non è vero che bisogna accelerare piano, è più importante cercare di non frenare, sollevando il piede in anticipo e prevedendo gli ostacoli per tempo.
Le quattro regole d’oro Eco-Drive®:
1. Guidare con la marcia più alta e con il numero più basso di giri.
2. Accelerare rapidamente (pedale al 75%, ndr)
3. Passare il più presto al rapporto superiore (quando il motore è a 2000–2500 giri), scalare il più tardi possibile.
4. Guidare facendo attenzione a ciò che avviene sulla strada anticipando, evitando inutili frenate e scalate di marcia.
02/10/07 h 7.30
Rompo il silenzio perché è impossibile sopportare la trascuratezza di certa informazione.
Consegnata a Formigoni una Bmw Serie 7 Hydrogen
Segue qualche brano:
"Gli esperti concordano che l'idrogeno sia l'unico vettore di energia con il potenziale di sostituire a lungo termine i carburanti fossili."
Ero tentato di dare un più perché finalmente si parla di vettore energetico e non di fonte.
Ma invece do due meno perché poi si scrive che:
- "è l'unico" con il potenziale...
- "è disponibile in quantitativi praticamente illimitati"
Il problema dell'idrogeno è proprio che nella biosfera non è disponibile allo stato elementare, ma è legato ad altri elementi.
Si trova principalmente nell'acqua, da cui si ottiene impiegando molta più energia di quanta se ne ottenga poi (ricordate il primo e il secondo principio della termodinamica? C'è qualcuno in casa?)
Per non parlare del pressapochismo di frasi quali:
"L'idrogeno (simbolo chimico H) è un componente dell'acqua ed è presente in quasi tutti i composti chimici del circuito biologico ed è conseguentemente anche ecocompatibile".
A quando la spiegazione che il mare è salato perché contiene le acciughe?
Chiarisco: nel XXI secolo credo che ci sia spazio per qualsiasi ricerca, e non vorrei che quelle sull'idrogeno (sia come combustibile chimico che nucleare) fossero abbandonate.
Tuttavia è scorretto spacciarle come le strade più promettenti quando su altri fronti le cose sono almeno allo stesso livello?
Sul versante del trasporto (e non della produzione) di energia, la trazione elettrica basata su accumulatori - per esempio - sta diventando sempre più interessante.
PS: ricordo che, anche a parità di efficacia a livello di veicoli, la soluzione "tutto elettrico" è migliore soprattutto perché richiede molti investimenti in meno per la distribuzione sul territorio.
Ne ho sentito parlare da marzo, quando a Firenze ho conosciuto quelli dell'Aspo.
Alcuni di loro hanno fatto una cosa che nella sua apparente semplicità è straordinaria:
trasformare una Fiat 500 in un veicolo elettrico.
Mi sembrava ridondante parlarne qui (anche perché non è che mi leggano in tanti).
Invece questa iniziativa merita la massima visibilità; anche queste briciole.